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Harry Shindler alla scuola secondaria “Curzi” per celebrare la Giornata della Memoria

Foto di gruppo

Ieri mattina, in occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria, alcune classi terze della Scuola Secondaria di Primo Grado “Curzi” di San Benedetto del Tronto nell’aula magna dell’Istituto hanno incontrato Harry Shindler, veterano britannico della Seconda Guerra Mondiale, che si è occupato per gran parte della sua vita della ricerca di uomini e donne, di civili e soldati di cui non si avevano più notizie.

L’incontro si è aperto con la lettura a due voci della poesia “Ti dirò perché marcio...” riportata nel libro scritto da H. Shindler e M. Petucchi “ La mia guerra non è finita”, mentre gli alunni della sezione musicale hanno commosso i presenti con l’esecuzione del brano “Beautiful that way”.

La Dirigente, prof.ssa Laura D’Ignazi, ha ringraziato il presidente dell’associazione nazionale partigiani Antonio Bruni e la Fondazione Libero Bizzarri per la collaborazione nell’organizzare l’incontro, il signor Shindler per aver accettato l’invito; ha ricordato come sia un dovere per tutti gli uomini ricordare quanti durante la seconda guerra mondiale hanno messo a rischio la propria vita pur di garantire la libertà e la democrazia alle generazioni future; gli ha poi chiesto come avesse trovato l’Italia dopo il suo sbarco ad Anzio, ed egli ha risposto che purtroppo era devastata dai bombardamenti e da un lungo periodo di dittatura, ha riconosciuto la forza e il coraggio della popolazione e dei partigiani che in alcuni casi avevano già liberato le città prima dell’arrivo di inglesi e americani. Molti alunni, interessati al racconto appassionato e commovente, sono intervenuti con domande; a quella di una studentessa sul perché voglia continuare nella ricerca di informazioni sui caduti o dispersi in guerra, ha risposto che per coloro che non sanno dove è sepolto un caro o si chiedono quale sia stato il destino di soldati conosciuti di cui si sono poi perse le tracce, la guerra non è ancora finita; suo è il compito di trovare la parte finale di queste storie attraverso una ricostruzione lunga, faticosa e difficile, ma anche gratificante perché permette di porre fine a tante storie spesso dolorose.

Molto interessante anche l’intervento del Sig.Antonio Bruni che ha presentato la figura di un soldato sambenedettese, poi diventato partigiano: Elio Tremaroli . Si rese infatti protagonista del salvataggio di due donne, madre e figlia, presumibilmente ebree, che accompagnò in barca dal litorale di Martinsicuro a Termoli, zona ormai liberata, ricevendo come ringraziamento due bottoni che poi scoprirà contenere due marenghi. Tremaroli amava parlare con gli studenti della sua vita e delle vicende della seconda guerra mondiale; “a breve”, ha anticipato il sig. Bruni, "verrà pubblicato il libro “Cari ragazzi” nel quale sono riportati i suoi dialoghi con i ragazzi."

Dopo la lettura della bellissima poesia “One River” che Roger Waters, bassista e fondatore del gruppo musicale dei Pink Floyd, ha dedicato a suo padre, Shindler ha ricordato come è riuscito a ricostruire anche quella vicenda che ha portato all’individuazione del luogo esatto dove il soldato Eric Flechter Waters è morto, dopo lo sbarco ad Anzio a cui anch’egli aveva partecipato. Ora, nel luogo esatto, nei pressi di Aprilia, c’è una stele a ricordo di quelle terribili vicende.

Le note di “La vita è bella” hanno accompagnato la chiusura della mattinata, che per altre classi sarebbe poi ripresa in Auditorium; il sig. Shindler, contento dell’incontro con i giovani, ha promesso di tornare per rispondere ad altre domande, perché il valore di una testimonianza è immensamente più importante di qualunque ricostruzione storica.